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LE FOBIE

Il termine fobia deriva dal greco phobos, il cui significato è quello di paura: possiamo definire quindi le fobie come paure specifiche e intense, legate a situazioni od oggetti, che di per sé non sono pericolosi, ma che il paziente si sente spinto a evitare, pur giudicando irrazionali ed eccessivi il proprio timore e la propria condotta nei confronti dello stimolo fobico.

Quando le fobie sono molto intense e condizionano la qualità della vita, si ha una psiconevrosi fobica; l' interpretazione psicodinamica delle fobie la dobbiamo a Freud.
Nella concezione psicanalitica, di fronte a impulsi sessuali o aggressivi edipici, la messa in atto dei meccanismi di difesa quali la rimozione, la proiezione e lo spostamento determina la nevrosi fobica.
Al di fuori della teoria psicanalitica, la scienza ancora non ne ha scoperto le cause; si notano fobie ricorrenti in ambito familiare probabilmente per il condizionamento educativo dell' ambiente. Le fobie dell'infanzia spesso riguardano animali giudicati minacciosi a causa di racconti, o timori indotti dai familiari, tali paure tendono a scomparire con la crescita. La frequenza delle vere e proprie fobie nella popolazione è di circa il 10 per cento con maggiore incidenza nel sesso femminile, l'insorgenza avviene nell'adolescenza o nella maturità.

Nel DSM-III-R e IV le fobie sono incluse nel capitolo dei disturbi d'ansia e sono divise in tre grandi gruppi:
  1. fobia specifica (o semplice)
  2. fobia sociale
  3. agorafobia (spesso collegata al disturbo da attacchi di panico, DAP)
Un trattamento efficace, che dà la remissione dei sintomi in una grande percentuale di casi, è la psicoterapia che può utilizzare le tecniche cognitivo- comportamentali, l'allenamento al rilassamento muscolare, esercizi respiratori e strategie di desensibilizzazione sistematica ecc...

Fobia specifica

Si diagnostica fobia specifica quando il disturbo è legato ad un unico stimolo fobico che determina una risposta ansiosa accentuata e immediata, con paura oppure disgusto e repulsione, e con possibili sintomi somatici di carattere neurovegetativo. A differenza delle altre fobie, la paura del sangue e degli aghi, nel momento dell'esposizione, può provocare un vero e proprio svenimento.

Dal punto di vista clinico e descrittivo possiamo distinguere all'interno della due elementi fondamentali: situazioni fobiche e condotte fobiche. Le situazioni fobiche, ovvero i contenuti delle fobie, possono essere molto diverse e si possono distinguere in :
  • fobia di oggetti o fenomeni naturali ( di malattie-patofobia, dello sporco-rupofobia, di oggetti taglienti e accuminati-aicmofobia, della morte-tanatofobia ...)

  • fobia di luoghi (di spazi chiusi-claustrofobia, di spazi aperti-agorafobia, dell'altezza-acrofobia ...)

  • fobia di esseri viventi ( della folla-demofobia, dei gatti-ailorofobia ...)

  • fobia di fenomeni organici o psicologici ( di arrossire-eritrofobia, di aver paura-fobofobia ... )

Le condotte fobiche possono essere classificate in

  • condotte di evitamento

  • condotte di rassicurazione.

Poiché il paziente fobico quando è esposto a una situazione o a uno stimolo temuto va incontro una crisi di angoscia intensa e incontrollabile, cercherà in ogni modo di evitare di esporsi allo stimolo (condotta di evitamento).

Le condotte di evitamento possono coartare notevolmente l'esistenza dell'individuo e costringerlo a chiudersi in casa e non uscire più, per evitare ad esempio lo spazio aperto oppure l'incontro con l'oggetto fonte di terrore e panico.

Altre condotte sono quelle di rassicurazione: l'esposizione alla situazione fobica è possibile se il paziente è accompagnato o è in presenza di una persona, generalmente significativa e rassicurante.
Talora la funzione rassicurativa può essere esercitata da un oggetto; in passato gli oggetti rassicuranti venivano chiamati con il nome di "soterie". Per inciso, curiosamente, alcune condotte superstiziose rappresentano in fondo piccole condotte fobiche (evitare certi luoghi o certi numeri come il 13 o il 17, oppure portare con sé degli oggetti portafortuna come il quadrifoglio, il cornetto).

Accanto alla nevrosi fobica in senso stretto, è stata descritta una personalità o carattere fobico il cui tratto essenziale è dato da un costante stato di allarme, per cui la percezione di situazioni nuove, sconosciute o non ben definite, è fonte di allarme e preoccupazione per possibili pericoli.

Oltre allo stato d'allarme lo stile di vita fobico è caratterizzato dalla "fuga", cioè dalla passività, dall'inibizione, ad esempio nella vita sociale e nella vita sessuale. In altre occasioni la fuga è "in avanti": ne sono esempi attività svariate, frenetiche e senza sosta.

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