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Momenti di ansia sono conosciuti da tutti in particolari occasioni che siano
nuove o che richiedano un notevole impegno fisico o psichico, come per esempio
prima di competizioni sportive, esami a scuola, lavori difficili, incontri
sociali importanti, eventi anche piacevoli ecc. ...
Una situazione in cui si prevede, o si ipotizza, un pericolo mette in moto
tutta una serie di tensioni psicofisiche che sono necessarie per fronteggiare
l'evento, questa tensione nervosa utile spesso viene chiamata ansia. Questo tipo
di ansia, che propriamente significa preoccupazione, paura, timore può
essere anche stimolante per trovare in sé maggiori risorse fisiche e psichiche
per impegnarsi di più nello studio o nel lavoro e per trovare la
soluzione migliore a situazioni difficili.
Quando però l'ansia è eccessiva nella durata e nella misura si può
ipotizzare un disturbo psicologico.
Disturbo d'ansia generalizzato
Lo stato di instabilità emotiva caratterizzato da
preoccupazione e attesa apprensiva persistente quasi tutti i giorni per motivi
anche banali, se perdura da almeno sei mesi con sintomatologia consistente e con
possibili crisi o accessi di angoscia acuta, allora viene definito, secondo i
criteri diagnostici del DSM-IV, Disturbo d'Ansia Generalizzato ( GAD).
Questo è il più frequente disturbo d'ansia, insorge in età giovanile o
adulta ed è contraddistinto da uno stato di tensione, incertezza, attesa
apprensiva ed aspettativa di pericolo, che si può trasformare in angoscia.
La persona si sente inerme, in balia degli eventi,
impossibilitata a fronteggiare anche le normali situazioni di lavoro, i problemi
economici o della famiglia.
Il paziente spesso si sente incapace di organizzare i
propri pensieri, si sente confusa e scoraggiato, insicuro di sé, scontento di
ciò che ha fatto nel passato, pieno di dubbi sul presente, timoroso del futuro
che si prefigura negativo.
Questo stato d'ansia può essere stabile oppure avere degli episodi o
momenti di acutizzazione in occasione di situazioni emotivamente più
impegnative.
Dato che il disturbo si sviluppa gradualmente, spesso le persone sottovalutano o
minimizzano l'importanza di questi sintomi, ne attribuiscono l'insorgenza
solamente alle situazioni stressanti; si preoccupano invece molto di più
dei sintomi fisici correlati al disturbo.
I sintomi somatici sono sia soggettivi che obiettivamente riscontrabili in
vari apparati :
- sintomi respiratori : difficoltà a respirare, sensazione di fame d'aria,
respiro con affanno, sensazione di nodo in gola che ostacola il respiro
- sintomi cardiaci : battito veloce (tachicardia ), irregolarità
delle pulsazioni, extrasistole, senso di costrizione e dolore precordiale
- sintomi dell'apparato digerente : difficoltà a digerire, sensazione
di costrizione alla gola e allo stomaco, aerofagia, nausea, vomito, diarrea,
dolori all'apparato gastrointestinale
- sintomi cutanei e sensoriali : sudorazione fredda profusa,sensazione
di freddo al volto e agli arti, formicolii, intorpidimenti, pruriti, senso
di vuoto o vampate di calore alla testa, come altre parestesie
(anomalie delle sensazioni, consistente in ritardo, persistenza, errore di
localizzazione degli eccitamenti tattili, dolorosi o termici )
- sintomi neuromuscolari : tremori, tensione muscolare, irrequietezza
motoria sia generale che alle gambe
Molto spesso si notano anche:
- difficoltà nel controllo della direzione del pensiero riguardo le
preoccupazioni
- difficoltà di concentrazione
- facile affaticabilità
- irritabilità
- disturbi del sonno : insonnia con difficoltà ad addormentarsi, sonno
poco profondo, con incubi ed improvvisi risvegli
- disturbi sessuali : diminuzione del desiderio sessuale, difficoltà
erettili od orgasmiche nell'uomo e anorgasmia nella donna
Questo stato emotivo e i sintomi fisici causano un disagio clinicamente
significativo e/o una limitazione della frequentazione sociale, dell'attività
lavorativa o di studio. Spesso si associano anche sintomi che si possono
riferire ad altro disturbo, molto comune è l'associazione con pensieri
ipocondriaci o sintomi depressivi.
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